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Farmacologia

Come agisce il melanotan 2 sui recettori melanocortinici

Il melanotan 2 non “parla” solo con la pelle. Attiva quasi tutta la famiglia dei recettori melanocortinici, e questo spiega sia la pigmentazione sia gli effetti sul cervello.

Rivisto il · circa 2 minuti di lettura

Cinque recettori, funzioni diverse

I recettori delle melanocortine sono cinque, numerati da MC1R a MC5R. Sono tutti recettori accoppiati a proteine G: quando vengono attivati aumentano l’AMP ciclico all’interno della cellula. Ma si trovano in tessuti diversi e controllano processi molto diversi. Negli studi in vitro si parte di solito da una fiala liofilizzata da 10 mg, da cui si preparano le diluizioni.

RecettoreDove si trovaCosa controllaMelanotan 2
MC1Rmelanociti della pelleproduzione di eumelaninaagonista potente
MC2Rghiandola surrenalerisposta all’ACTH, cortisolonon attivato in modo rilevante
MC3Rcervello, tessuti perifericibilancio energeticoagonista
MC4Ripotalamo, midollo spinaleappetito, funzione sessualeagonista potente
MC5Rghiandole esocrinesecrezione sebaceaagonista

Sulla pelle: la via MC1R

Nei melanociti l’attivazione del MC1R fa salire l’AMP ciclico, che attiva il fattore di trascrizione MITF e gli enzimi della sintesi della melanina, a partire dalla tirosinasi. La cellula sposta la produzione dal pigmento chiaro (feomelanina) a quello scuro (eumelanina). È lo stesso meccanismo che il sole innesca indirettamente, ma senza il danno al DNA causato dai raggi UV.

Sulla carta era un’idea attraente: un’abbronzatura protettiva senza esposizione. Nella pratica la pigmentazione ottenuta negli studi è stata modesta e variabile (Dorr 1996), e non è mai stato dimostrato che riduca il rischio di tumori cutanei.

Nel cervello: la via MC4R

Il melanotan 2 attraversa la barriera ematoencefalica in misura sufficiente per agire sui recettori centrali. L’attivazione del MC4R nell’ipotalamo riduce l’appetito; quella nelle vie spinali e centrali favorisce l’erezione. Sono proprio questi effetti, emersi già nel primo studio sull’uomo, ad aver spostato la ricerca verso la sessualità e poi verso il bremelanotide (Hadley 2006).

Lo stesso meccanismo spiega gli sbadigli, lo stiramento e la nausea descritti negli studi: non sono effetti “collaterali” casuali, ma la conseguenza diretta della scarsa selettività della molecola.

Perché la selettività conta

  • Un agonista selettivo del MC1R, come l’afamelanotide, agisce soprattutto sulla pelle e ha permesso uno sviluppo farmaceutico.
  • Un agonista non selettivo come il melanotan 2 produce effetti sistemici difficili da separare tra loro.
  • Nei modelli di ricerca, proprio questa ampiezza d’azione lo rende utile come strumento di riferimento per la via melanocortinica.

Le differenze con il melanotan 1 sono approfondite nella pagina di confronto; gli effetti osservati sull’uomo in quella sugli effetti collaterali.

Letteratura citata

  • Dorr RT et al. (1996). Evaluation of melanotan-II, a superpotent cyclic melanotropic peptide in a pilot phase-I clinical study. Life Sciences. PMID 8637402
  • Hadley ME, Dorr RT (2006). Melanocortin peptide therapeutics: historical milestones, clinical studies and commercialization. Peptides. PMID 16412534