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Storia del melanotan, dall’Arizona a oggi

Il melanotan nasce negli anni Ottanta da un’idea di prevenzione: abbronzare senza sole per ridurre i tumori della pelle. Quarant’anni dopo, le molecole autorizzate sono due e nessuna serve ad abbronzarsi.

Rivisto il · circa 2 minuti di lettura

Un’idea di salute pubblica

L’Arizona è uno degli stati più soleggiati degli Stati Uniti e ha tassi elevati di melanoma. All’inizio degli anni Ottanta, all’università di Tucson, il fisiologo Mac Hadley, il chimico Victor Hruby e l’oncologo Robert Dorr si chiedono se un analogo stabile dell’alfa-MSH possa indurre una pigmentazione protettiva prima dell’esposizione al sole. La loro ricostruzione di quel percorso è pubblicata in una revisione del 2006 (Hadley 2006).

Le tappe principali

  1. Primi analoghi lineari dell’alfa-MSH, tra cui [Nle4, D-Phe7]-alfa-MSH, il futuro melanotan 1.
  2. Pubblicazione degli analoghi lattamici ciclici: tra questi c’è il melanotan 2 (Al-Obeidi 1989).
  3. Primo studio di fase I sull’uomo: pigmentazione misurabile e i primi effetti inattesi (Dorr 1996).
  4. Studio controllato sull’erezione in dieci uomini (Wessells 1998).
  5. Secondo studio, in uomini con fattori di rischio organici (Wessells 2000).
  6. Primi casi di nei eruttivi dopo iniezioni di melanotan acquistato fuori dai canali medici (Cousen 2009).
  7. L’afamelanotide (ex melanotan 1) è autorizzato in Europa con il nome Scenesse.
  8. Il bremelanotide, derivato del melanotan 2, è approvato negli Stati Uniti.

Due molecole, due strade

Il melanotan 1 viene ripreso dall’australiana Clinuvel. Lo sviluppo cambia obiettivo: non più l’abbronzatura, ma la protezione dei pazienti con protoporfiria eritropoietica, una malattia rara in cui la luce provoca dolore intenso. Gli studi pubblicati sul New England Journal of Medicine mostrano un aumento del tempo trascorso alla luce senza dolore (Langendonk 2015). L’EMA autorizza Scenesse il 22 dicembre 2014.

Il melanotan 2 prende un’altra direzione. Gli effetti sull’erezione orientano la ricerca verso la sessualità e, da lì, verso il bremelanotide sviluppato da Palatin Technologies. Il melanotan 2 in sé non viene più sviluppato come farmaco.

La diffusione fuori dai laboratori

Dalla metà degli anni Duemila il melanotan compare su siti e forum come polvere da ricostituire e, più tardi, come spray nasale. Arrivano i soprannomi (“Barbie drug”, citato anche nella letteratura medica olandese (Eijmael 2022)), gli avvisi delle autorità sanitarie di vari paesi e le prime segnalazioni dei dermatologi sulle modifiche dei nei (Habbema 2017). In Italia l’AIFA ha più volte richiamato l’attenzione sui prodotti per uso estetico venduti da canali non autorizzati (vedi melanotan 2 in Italia).

Cosa insegna questa storia

  • L’obiettivo iniziale, prevenire il cancro della pelle, non è mai stato dimostrato.
  • Gli effetti indesiderati visti già nel 1996 hanno chiuso la strada all’uso come abbronzante.
  • Le due molecole autorizzate nate dal programma servono indicazioni mediche precise, sotto controllo specialistico.

Letteratura citata

  • Al-Obeidi F et al. (1989). Potent and prolonged acting cyclic lactam analogues of alpha-melanotropin. Journal of Medicinal Chemistry. PMID 2555512
  • Cousen P et al. (2009). Eruptive melanocytic naevi following melanotan injection. British Journal of Dermatology. PMID 19575725
  • Dorr RT et al. (1996). Evaluation of melanotan-II, a superpotent cyclic melanotropic peptide in a pilot phase-I clinical study. Life Sciences. PMID 8637402
  • Eijmael MJPM et al. (2022). The risks of tanning with the Barbie drug. Nederlands Tijdschrift voor Geneeskunde. PMID 35736369
  • Habbema L et al. (2017). Risks of unregulated use of alpha-melanocyte-stimulating hormone analogues: a review. International Journal of Dermatology. PMID 28266027
  • Hadley ME, Dorr RT (2006). Melanocortin peptide therapeutics: historical milestones, clinical studies and commercialization. Peptides. PMID 16412534
  • Langendonk JG et al. (2015). Afamelanotide for erythropoietic protoporphyria. New England Journal of Medicine. PMID 26132941
  • Wessells H et al. (1998). Synthetic melanotropic peptide initiates erections in men with psychogenic erectile dysfunction. Journal of Urology. PMID 9679884
  • Wessells H et al. (2000). Effect of an alpha-melanocyte stimulating hormone analog on penile erection and sexual desire in men with organic erectile dysfunction. Urology. PMID 11018622