Materiale necessario
| Solvente | acqua batteriostatica (alcol benzilico 0,9%) se la soluzione va usata in più giorni; acqua sterile se va usata subito |
|---|---|
| Siringa | siringa graduata sterile adatta al volume, ago nuovo |
| Disinfezione | tamponi imbevuti di alcol per i tappi di fiala e solvente |
| Ambiente | piano di lavoro pulito, meglio sotto cappa a flusso laminare |
La procedura passo per passo
- Acclimatare. Togliere la fiala dal freddo e lasciarla arrivare a temperatura ambiente, per evitare la condensa.
- Disinfettare. Passare l’alcol sul tappo di gomma e lasciarlo asciugare.
- Prelevare. Aspirare il volume di solvente scelto, per esempio 2,0 mL.
- Iniettare piano. Far scendere il liquido lungo la parete della fiala, senza puntarlo sulla polvere.
- Sciogliere. Ruotare delicatamente la fiala tra le dita. Non agitare: la schiuma può danneggiare il peptide.
- Controllare. La soluzione deve essere limpida e incolore. Torbidità o particelle sono un motivo per scartarla.
- Etichettare. Annotare data, concentrazione e solvente usato.
Calcolare la concentrazione
La formula è una sola: concentrazione (mg/mL) = massa di polvere (mg) ÷ volume di solvente (mL). Per una fiala da 10 mg:
| Solvente aggiunto | Concentrazione | Volume per 100 µg | Unità su siringa U-100 |
|---|---|---|---|
| 1,0 mL | 10 mg/mL | 10 µL | 1 |
| 2,0 mL | 5 mg/mL | 20 µL | 2 |
| 2,5 mL | 4 mg/mL | 25 µL | 2,5 |
| 5,0 mL | 2 mg/mL | 50 µL | 5 |
Un volume di solvente maggiore rende ogni prelievo più facile da misurare con precisione, il che è spesso la scelta migliore per esperimenti che richiedono piccole quantità.
Gli errori più frequenti
- Confondere microgrammi (µg) e milligrammi (mg): un fattore mille.
- Dimenticare che il calcolo si basa sulla massa dichiarata: una fiala sottodosata falsa la concentrazione reale.
- Agitare la fiala, con formazione di schiuma.
- Riutilizzare un ago e contaminare la soluzione.
Per confrontare la procedura con quella di un fornitore è utile la guida alla ricostituzione dei peptidi liofilizzati. Il passo successivo è la conservazione della soluzione.